VIAGGIO ROTARIANO A MANTOVA. UN’ESPERIENZA INDIMENTICABILE….
Siii, viaggiare…cantava anni fa Lucio Battisti e noi, contemporanei di quell’epoca (ma non solo noi), abbiamo accolto con entusiasmo la proposta della nostra socia Daniela, Mantovana doc, sicuri che anche questa volta il viaggio rotariano sarebbe stato un successo. Una vera armata compatta e motivata si è mossa quindi alla volta della nobile città, ansiosa di conoscere i suoi tesori e di stare assieme spensieratamente, come sempre tra amici di vecchia data. Oltre a noi 14 romani, con gioia abbiamo coinvolto due dei nostri “gemelli” tedeschi, Jan-Hendrik e Rudiger, che già altre volte si erano uniti a noi. Daniela ci ha accolti mentre arrivavamo alla spicciolata, e, con un bel sole e una temperatura gradevole, il programma da lei elaborato ha cominciato a svolgersi. Più che la cronologia delle visite e delle varie meraviglie di cui abbiamo goduto, vorrei sottolineare la molteplicità degli incontri da lei organizzati, da quelli con in vari Club Rotariani della zona, a quelli con sindaci, Presidenti di Provincia, Direttori di giornale, illustri professionisti che si sono prestati in più occasioni a farci da guida. Grande Daniela, sempre pronta a fare del bene , sensibile alle richieste di aiuto, Rotariana vera operante al disopra di ogni interesse. La passeggiata pomeridiana sotto i vecchi portici ci incanta con le vetrine eleganti, alcune con esposizioni di pasta e dolci allettanti, perché ricordiamo che Mantova è anche un paradiso culinario. E noi abbiamo cominciato a prenderne atto sin dalla sera del nostro arrivo, mangiando in una trattoria tipica in riva al Po, “Da Bigolla”, dove si recava anche il pittore Ligabue, donando una sua opera estemporanea in cambio di un piatto di minestra! Piatti tipici di una cucina del tempo che fu, vino genuino e tanta allegria…cominiciamo bene!(foto) Riposati e curiosi, la mattina dopo percorriamo la pedonale in riva al Lago Superiore con lo sfondo delle torri e delle cupole della città. Ed ecco il Palazzo Ducale, uno dei complessi palatini più straordinari d’Europa, il palazzo rinascimentale più grande del continente, labirinto di corti, appartamenti, giardini pensili e cappelle sviluppato sotto i Gonzaga nel corso di quattro secoli. Una guida competente ci conduce attraverso stanze sontuose (nell’appartamento degli arazzi vi sono quelli realizzati su cartoni di Raffaello); attraversiamo la Sala dello Zodiaco e quella dei Fiumi e siamo nel cuore del Palazzo: la Camera degli Sposi, che Ludovico Gonzaga fece decorare al grande Mantegna, cosa che il pittore attuò in circa un decennio realizzando uno degli affreschi più importanti del Rinascimento Italiano. Con un realismo e una ricchezza di dettagli senza precedenti, l’artista riprodusse i ritratti dei familiari del marchese, dei suoi cortigiani, dei suoi nani e persino dei suoi cani, disposti in atteggiamenti di straordinaria naturalezza. Assolutamente unico è il soffitto, in cui il Mantegna ha dipinto una falsa apertura circolare nel cielo attraverso cui si vedono figure, animali e oggetti che si affacciano dall’alto, vero, precoce esempio di illusionismo prospettico.(foto) Con gli occhi pieni di bellezza ci incamminiamo verso la Basilica di S.Andrea, che lo stesso Ludovico commissionò a Leon Battista Alberti ma che l’architetto non riuscì a vedere compiuta; i lavori furono completati dopo tre secoli, con la cupola terminata nel ‘700 su progetto di Filippo Juvarra. Ma l’Alberti ha lasciato la sua firma nella straordinaria facciata, dove sperimentò la combinazione dell’arco trionfale romano con il tempio classico, modello imitato in Europa per secoli. In una cappella decorata dal Correggio è sepolto il Mantegna, e qui ammiriamo uno dei suoi capolavori: il Battesimo di Cristo. Sostiamo in preghiera nella cripta con le ampolle con il sangue di Cristo, raccolto, assieme alla terra del Golgota dal soldato romano Longino, oggetto di grande devozione tra la popolazione. Emozionati dalla visita alla casa del Mantegna, semplice dimora con un cortile cilindrico simile ad una piccola e sobria piazzetta (foto), donato all’artista da Ludovico Gonzaga, ci avviamo alla sosta per il pranzo: il ristorante La Masseria ci offre un esempio della cucina tradizionale mantovana e ci consente un breve riposo. Ci attende un’altra meraviglia: il piccolo teatro Bibiena, dove Mozart, appena 14enne eseguì il suo primo concerto: un vero gioiello neoclassico, con i palchetti lignei riccamente affrescati e il soffitto decorato. C’è tempo solo per qualche foto(foto) e via verso Palazzo Te, capolavoro di Giulio Romano, allievo prediletto di Raffaello, architetto e pittore tra i maggiori del Rinascimento. Edificato da Federico II Gonzaga come residenza suburbana su un’isola palustre detta Tejeto fuori dalle mura cittadine, forse deriva da essa il suo nome, mentre secondo alcuni studiosi sarebbe derivato dal termine dialettale tegia, cioè capanna, come per sottolineare la sua isolata posizione. Inquietante la facciata, con elementi classici volutamente sbagliati , come per una burla architettonica, continuata nella corte interna, con colonne irregolari e dettagli che contraddicono tutti i parametri costruttivi dell’epoca. Le sale che attraversiamo sono un’ulteriore conferma della grandezza dei Gonzaga. La Sala dei cavalli, mostra grandi ritratti a grandezza naturale dei sei cavalli preferiti da Federico; quella di Amore e Psiche, la più ricca e sfarzosa, è decorata con scene mitologiche dedicate all’amore, mentre la più spettacolare è quella dei Giganti, dove gli affreschi che coprono soffitto e pareti e mostrano la caduta dei giganti fulminati da Giove. Dopo un confortante riposo nel verde dei giardini circostanti rimane il tempo per un giro serale in centro. La mattina seguente ci attende una gita in barca sul Lago Superiore, direzione Santuario della Madonna delle Grazie a Grazie di Curtatone. Alla partenza, scambio di gagliardetti con il Presidente del R.C. di Mantova, e successiva merenda a bordo (mentre ascoltiamo le spiegazioni sulla flora e fauna del lago dall’amico architetto Negrini) con i Kiffer, croissant tipici portati a Mantova dagli Austriaci. Apprendiamo che la Chiesa fu fatta costruire da Francesco Gonzaga verso la fine del XIV secolo in devozione della Madonna invocata durante l’epidemia di peste che aveva colpito la città, al posto dell’antica edicola già esistente di cui resta il bel dipinto della Vergine con il bambino.(foto) L’unica navata ospita statue in cartapesta, cera e legno come ex voto; singolare il coccodrillo impagliato che pende dal soffitto, (forse come rappresentazione del male sconfitto) e il mausoleo di Baldassarre Castiglione. Al ristorante tipico “Al cacciatore”, tra i sapori tradizionali della corte dei Gonzaga: gustiamo tortelli di zucca, luccio in salsa con polenta e altre leccornie; ci raggiunge il sindaco di Curtatone, nonché Presidente della Provincia (Daniela conosce proprio tutti) che accetta con cordialità il nostro gagliardetto.(foto) Ci rechiamo quindi al Museo dei Madonnari, ispirato a questa curiosa attività che vede impegnati molti artisti di strada tra cui il romano “Straccetto”in una gara internazionale che si tiene il giorno dell’Assunta durante la tradizionale fiera del paese. Ma la giornata non è finita: ci aspetta la visita al gruppo Mantova Salus , diretto dal dott. Guerrino Nicchio, immerso nel verde del Green Park. Un responsabile ci illustra la molteplicità dei servizi offerti ai cittadini, oltre la presenza di una RSA e di un reparto riservato a patologie gravi. A loro è connesso il gruppo di Soccorso Azzurro, che si è prestato a prendere in carico una bambina ucraina affetta da tumore encefalico e a trasportarla all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, impresa lodevole che merita una targa di encomio a loro consegnata dalla nostra Presidente.(foto) Incontriamo in loco il Past President del R.C. Gonzaga-Suzzara, il cui Distretto da 25 anni si impegna a preparare e a vendere per raccolta fondi la “ciopa”, pane tipitco di Mantova, con attrezzature ad hoc da loro acquisite. (foto) Indimenticabile anche la visita alla sede del giornale La Gazzetta di Mantova, il più antico quotidiano di Europa (fondato nel 1664) dove siamo stati accolti dal Direttore che ci ha guidati attraverso il museo dello stesso giornale, integrando narrazione scritta e visuale con articoli di approfondimento, galleria fotografica e video.(foto) L’intenso programma organizzato da Daniela ci conduce il giorno dopo a Sabbioneta, gioiello del Rinascimento lombardo, denominata “la piccola Atene”, caratteristicamente racchiusa in perfetta forma esagonale da una possente cinta muraria. Il sindaco, che cordialmente ci accoglie, ha preparato per noi uno spettacolo eccezionale, arricchito da musiche d’epoca, con personaggi abbigliati da magnifici costumi, copia precisa di quelli presenti nei ritratti storici. (foto)Visitiamo il Teatro all’Antica patrimonio Unesco o Teatro Olimpico, fatto edificare da Vespasiano Gonzaga, stupiti di fronte alla singolare platea a campana circondata da gradoni.(foto) Altrettanto notevole il Palazzo Ducale, con le molte sale riccamente decorate; arriviamo quindi a Palazzo Giardino, detto anche Casino, luogo rifugio di Vespasiano, con il vasto spazio esterno ricco di nicchie marmoree e di vasti bacini a conchiglia. Ci allontaniamo con rimpianto da tanta bellezza e, dopo un breve percorso tra campi coltivati arriviamo ad un singolare ristorante, Corte Bondeno, splendida villa dai molti saloni arredati da pezzi antichi e finemente decorati, una vera dimora nobiliare che ci incanta tutti. In contriamo il Presidente del R.C. Casalmaggiore, Viadana e Sabbioneta, il P.P. del R.C. Piadena Oglio Chiese e la Presidente dell’I.W. distretto 2050, con cui scambiamo i gagliardetti.(foto) Qui la buona tavola la fa da padrona: ricorderemo sempre gli gnocchetti di zucca, il risotto al radicchio rosso, l’arrosto di culatello al miele, la sbrisolona e l’ottimo lambrusco…Uno dei tanti motivi per cui questo viaggio, così ricco di attrattive e di contatti resterà sempre nella nostra memoria.





